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01/09/2009

COMMENTO ALLA PROPOSTA DI BOSSI DELLE GABBIE SALARIALI.

E’ di questi giorni la richiesta di Bossi di differenziare gli stipendi aumentando quelli per la gente del nord perché il costo della vita sarebbe più alto.

Al di là della valutazione di merito ciò che è inaccettabile è l’arroganza con cui fa gli annunci che neanche troppo velatamente evidenziano quell’anti meridionalismo discriminativo che ha caratterizzato la sua vita politica.

Sarebbe fin troppo facile scatenare gli animi dei meridionali contro la lega nord ma preferiamo mantenere la calma ed analizzare la questione per proporre soluzioni che rappresentino un vantaggio per il Sud.

Riteniamo indispensabile prima di addentrarci nell’esame tecnico dare dei riferimenti di principi base di economia.

Il costo della vita è direttamente proporzionale alla ricchezza di un territorio e deriva dall’equilibrio tra domanda e offerta. Un territorio più ricco ha un costo della vita più alto. Se si accetta di privilegiare pagando lo stesso lavoro di più solo perché espletato in un territorio più ricco rispetto ad un altro più povero della stessa nazione, ciò significa voler continuare ed aumentare la differenza di ricchezza tra i territori. Il nord diventerebbe sempre più ricco e la distanza con il sud sempre maggiore.

Questo è inaccettabile anzi è questa realtà che il nostro movimento meridionalista di cui il nostro sindacato è l’espressione vuole combattere.

La persistenza del divario economico con il nord penalizzerebbe ancor più i meridionali specie con l’avvento del federalismo fiscale che prevede che le regioni paghino i servizi ai cittadini con le proprie risorse e quindi nel meridione o si dovrebbero ridurre i servizi o si dovrebbero aumentare le tasse. Nel primo caso nella stessa nazione ci sarebbero i cittadini di serie B, nel secondo si avrebbero ancora più gravi conseguenze e cioè una minore capacità di spesa essendo lo stipendio ulteriormente impoverito da una maggiore tassazione, una riduzione della domanda interna con riduzione al sostegno alle imprese del territorio ed un territorio meno competitivo con contrazione della nascita delle imprese e conseguente aumento della disoccupazione. Si entrerebbe in una spirale perversa che aumenterebbe enormemente il divario tra nord e sud.

Sta a noi trovare una soluzione che pur esiste affrontando l’argomento con lucidità ed approfittando del minor costo della vita, per trasformarlo in un’arma di competitività, cosa che i sindacati nazionali fino ad oggi non hanno fatto, prederendo assumere posizioni demagogiche e contrari agli interessi dei meridionali e che la CGL continua ostinatamente a fare.

Innanzitutto separeremo gli stipendi del pubblico impiego da quelli dei lavoratori di imprese private.

Il costo per mansione del pubblico impiego deve essere assolutamente identico su tutto il territorio nazionale ed i parametri della incentivazione previsti da Brunetta dovranno essere uguali per tutti.

Guadagnerà di più chi produrrà di più sia nel nord che nel sud e vigileremo a che Brunetta non faccia il furbo per accontentare Bossi.

Il ministro Brunetta, il Governo ed i politici tutti di maggioranza e di opposizione debbono persuadersi che da oggi a vigilare sugli interessi dei meridionali ci sono persone incorruttibili, con cui sarà facile dialogare solo se si opera nel rispetto dei diritti all’equità.

Bossi e il Governo hanno giustamente preteso che per i servizi, primo fra tutti la sanità, si valutassero solo i costi standard e non i costi storici, cioè se una certa prestazione nel nord costa meno si è giustamente preteso che per la stessa prestazione anche nel sud si valutasse lo stesso costo. Questo non può che trovare d’accordo il sindacato meridionalista perché combatte gli sprechi dei politici meridionali portati ad elargire agli amici, attraverso il clientelismo, risorse di tutti.

Ma se è accettabile il principio voluto da Bossi e che è stato posto alla base della parte solidale del federalismo, lo stesso parametro non può non essere accettato anche per il pubblico impiego.

Il costo per lo Stato per prestazioni simili deve essere standard e quindi uguale per tutto il territorio nazionale. Né Bossi può addurre a giustificazioni di un costo maggiore della vita al nord perché noi meridionali useremmo le stesse giustificazioni per gli altri servizi.

Loro hanno voluto i costi standard, noi riaccettiamo ma il principio vale per tutto.

Per quanto attiene agli stipendi dei lavoratori di imprese private il ragionamento va affrontato in maniera diversa.

Infatti mentre nel pubblico impiego non si può invocare la competitività del mercato poiché la pubblica amministrazione ha bisogno di impiegati nel territorio e non può delocalizzare, purtroppo le imprese vanno a produrre lì dove il costo è più basso.

Noi possiamo trasformare la debolezza economica del meridione ed il conseguente minor costo della vita in un’arma di competitività che può aiutare ad aumentare l’occupazione.

Nel rispetto della dignità di tutti i lavoratori è necessario controllare che su tutta la nazione, indipendentemente dallo stipendio percepito, la stessa tipologia di lavoro comporti per il lavoratore la stessa qualità della vita. Se nel Sud il costo della vita è più basso si può anche valutare una riduzione proporzionale dello stipendio che però verrebbe compensata da incentivi alla produttività.

Un minor costo del lavoro aumenterebbe la competitività del nostro territorio rendendolo più appetibile per le imprese ed in grado di attrarre investimenti interni e dall’estero con evidente aumento dell’occupazione.

Si avrebbe finalmente un a vantaggio economico per le famiglie che invece di avere un solo occupato vedrebbero occupati anche i figli con evidenti vantaggi non solo economici ma di sicurezza nel futuro. E’ evidente che quello che Vi abbiamo presentato sono solo le linee generali e che andrebbero esaminati attentamente i particolari con i rappresentanti delle varie categorie ed escludendo naturalmente da questo i lavoratori stagionali.

Siamo aperti a tutti i pareri e Vi invitiamo a fornire consigli.

Enzo Maiorana


Segretario generale NOI MERIDIONALI ~ Enzo Maiorana

Enzo Maiorana - Segretario generale - Movimento politico "NOI MERIDIONALI"

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